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Anche la Grecia compensa i costi indiretti della direttiva ETS - Energia Media
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Anche la Grecia compensa i costi indiretti della direttiva ETS

Anche la Grecia compensa i costi indiretti della direttiva ETS

Anche la Grecia ha messo sul tavolo 100 milioni per compensare i costi indiretti della direttiva ETS! Questa si è che una notizia!

Ma ricordiamo i contorni della vicenda. Infatti, La direttiva ETS introduce aumenti di costi diretti e indiretti per le imprese industriali che rientrano nel perimetro di applicazione della stessa direttiva tra cui il settore cartario.

Gli aumenti diretti sono determinati dalla necessità di coprire la quantità di emissioni di CO2 in sito con un numero di quote equivalente che devono essere acquistate sul mercato tramite contrattazione bilaterale o partecipando alle aste di allocazione previste dalla stessa direttiva.

Vi sono tuttavia anche aumenti dei costi energetici indiretti. Nel costo dell’energia elettrica necessaria per il processo produttivo è infatti incluso il costo della CO2 essendo la produzione di energia elettrica pure sottoposta al regime ETS.

Per tutelare le imprese industriali in carbon leakage, ovvero a rischio delocalizzazione della produzione per l’assenza di costi analoghi in altri Paesi internazionali, la direttiva europea prevede la possibilità di allocare gratuitamente le quote di CO2 a questi settori per la parte di processo secondo benchmark stabiliti a livello europeo. Tuttavia questa allocazione non copre la produzione e il consumo di energia elettrica.

L’assenza di questa previsione di compensazione per questa specifica voce non elimina del tutto il rischio di localizzazione per i settori in carbon leakage. La Commissione, rendendosi conto di tale asimmetria, ha previsto una misura, la cui applicazione a livello nazionale è lasciata alla libera scelta degli stati membri, che prevede la possibilità di introdurre delle compensazioni economiche per i settori in carbon leakage per i costi indiretti che questi sono chiamati a sostenere.

Ad oggi alcuni Stati hanno provveduto a dare attuazione a questa disposizione tutelando le proprie imprese nazionali mentre l’Italia non ha adottato alcuna compensazione dei costi indiretti, esponendo quindi l’industria nazionale a un doppio rischio: il primo rispetto alla delocalizzazione rispetto a Paesi extra-UE e la seconda rispetto a Paesi intra-UE che hanno invece adottato queste compensazioni.

Tra i Paesi che hanno dato attuazione alla compensazione dei costi indiretti, non c’è solo la Germania, che si è sempre contraddistinta nell’ambito dell’unione per avere adottato in ogni campo ampie tutele per il proprio sistema produttivo, come per esempio con gli sgravi alle imprese energivore, ma anche Paesi che non hanno le risorse economiche su cui può contare la Germania. Come per esempio Gran Bretagna, Belgio,Olanda eSpagna.

Ed ora anche la Grecia.

 

3 novembre 2015

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Massimo Medugno