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Borse in ripresa, ma le rinnovabili non brillano - Energia Media
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Borse in ripresa, ma le rinnovabili non brillano

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Borse in ripresa, ma le rinnovabili non brillano

Febbraio è stato un mese positivo per i mercati finanziari europei. Dalle elezioni negli Stati Uniti i mercati globali hanno guadagnato sei miliardi di dollari di capitalizzazione, trainati soprattutto dalle ottime performance di Wall Street. Il buono stato di salute dell’economia USA, inoltre, rende sempre più probabile un rialzo dei tassi di interesse nei prossimi mesi da parte della FED.

irex-febbraio-1L’euforia dei mercati si è trasferita ai listini del Vecchio Continente, nonostante il rischio politico dovuto alle elezioni nel 2017 in alcuni dei principali stati europei (Francia, Olanda e Germania in primis). L’indice PMI sulla manifattura, inoltre, è cresciuto a febbraio grazie all’aumento dei nuovi ordini e delle assunzioni delle imprese nell’Eurozona. DAX, CAC ed IBEX hanno dunque segnato a febbraio rispettivamente +3%, +2% e +3%.

Trend positivi anche per gli indici di Borsa Italiana che hanno beneficiato delle nuove stime di crescita del PIL pubblicate dall’OCSE, riviste lievemente al rialzo (+1% nel 2017 e nel 2018). I dati sull’inflazione di gennaio (+1% su base annua, fonte ISTAT), inoltre, mostrano una ripresa dei prezzi al consumo, in particolare l’aumento del petrolio e dei beni alimentari. Il FTSE All-Share ha segnato a fine febbraio una crescita dell’1%.

Buone performance anche per l’indice FTSE Oil & Gas che ha chiuso febbraio mettendo a segno un +2%. Il listino del comparto energetico sta recuperando le forti perdite dello scorso anno grazie alla ripresa delle quotazioni del greggio. Il taglio della produzione dei Paesi OPEC sta infatti procedendo come programmato, così come quella degli Stati non OPEC, giunti al 60% della riduzione prevista. Brent e WTI hanno dunque raggiunto a fine mese quota 56,53 $/bbl e 54,41 $/bbl.

In controtendenza l’andamento dell’IREX index, che a febbraio ha perso il 2%. Tra le società del listino che monitora le small-mid cap pure renewables quotate su Borsa Italiana, EEMS ha visto la performance migliore (+38%), dovuta anche ai modesti volumi trattati ed alla situazione di incertezza che caratterizza la società (da tempo in serie difficoltà). Frendy Energy, invece, ha registrato i risultati peggiori, perdendo il 18% nell’ultimo mese.

Tra le altre società dell’indice, Enertronica, tramite la neo controllata Elettronica Santerno, ha sottoscritto un accordo per la fornitura di 8 MVA di inverter fotovoltaici in Minnesota (USA), per un controvalore di 800 mila dollari. Sempre la controllata della società di Frosinone ha avviato le attività di O&M relative alla gestione e supervisione degli apparati di conversione dell’energia di tre centrali fotovoltaiche in Cile (200 MW), per un controvalore di circa 600 mila euro all’anno per 3 anni.

Prosegue intanto il processo di consolidamento del settore in Italia: è stata infatti completata la fusione per incorporazione di Agatos in True Energy Wind; il nuovo operatore sarà attivo nella progettazione e costruzione di impianti fotovoltaici, mini eolici, idroelettrici e a biomasse.irex-febbraio-2

Il consolidamento del comparto in Italia, ma anche ruolo dei player finanziari, la crescente attenzione al consumatore finale, l’evoluzione del mercato elettrico e gli scenari di sviluppo al 2030 saranno alcuni dei temi principali analizzati nell’IREX Annual Report 2017, che verrà presentato il prossimo 11 aprile a Roma.

 

 

 

 

 

 

9 marzo 2017

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Alessandro Marangoni

Chief Executive Officer presso Althesys