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Cyber security in ambito energy: visione, politiche, regole - Energia Media
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Cyber security in ambito energy: visione, politiche, regole

Cyber security in ambito energy: visione, politiche, regole

Parlare di sicurezza informatica significa focalizzare l’attenzione su questioni che sono diventate e – sempre più – stanno diventando cruciali per ogni aspetto della vita socio-economica e culturale della nazione. Questioni di primaria importanza, all’interno delle quali i sistemi energetici hanno una collocazione di rilievo, considerando l’importanza che rivestono per il progresso della condizione umana e di quello stesso del pianeta.

Il settore energetico è un settore strategico fondamentale che chiede di essere gestito, trattato e sviluppato in modo da assicurare sempre sicurezza, adeguatezza e competitività.

L’energia fa parte di ogni momento del nostro quotidiano, è strumento fondamentale per far progredire la qualità della vita, per raggiungere i successi economici, per generare cultura. È chiave di volta anche per quanto riguarda le relazioni internazionali e la tutela dell’ambiente. In una parola è colonna portante – o una delle colonne portanti – di quello che si definisce sinteticamente sviluppo sostenibile. L’incrocio tra l’energia e la cibernetica dà origine a un ambito estremamente importante dove – come enunciato dal titolo della prima sessione della 2ª Conferenza nazionale – è fondamentale avere visione, politiche e regole chiare. E nell’ambito della cyber security, lato energy, la necessità di uscire da una situazione di incertezza, confusione e assenza di regole è prioritaria.

Quindi se non si vuole la presenza di zone franche o dove regni il caos  è urgente operare per avere dei quadri normativi di riferimento il più possibile ben disegnati, ben manutenuti e rispettati; quadri normativi e assetti di governance che derivino da scelte politiche, a loro volta, riferite a una visione dinamica, sempre più ampia e complessiva del problema della sicurezza informatica.

In questo senso non basta stabilire le regole o colmare i vuoti normativi. È fondamentale anche tenere queste norme sempre aggiornate e monitorate, in linea con altri quadri normativi, in maniera che possano guidare proattivamente gli sviluppi positivi. Infatti, tanto quello energetico come quello cibernetico sono settori bisognosi di attenzioni continue e proattive da parte regolatoria. Sono almeno 4 le macrofasi della filiera energetica fra le più esposte al rischio cibernetico.

La prima fase riguarda l’approvvigionamento delle risorse (oil&gas, elettricità e altro) e, nello specifico, i mercati di approvvigionamento. Per un continente l’Europa e, in particolare, per una nazione come l’Italia fortemente dipendente dalle importazioni non c’è dubbio che il mercato di approvvigionamento sia materia particolarmente sensibile.

Per quanto riguarda gli idrocarburi, il nostro Paese si rivolge ad aree politicamente instabili, quali Libia, Medio Oriente, Ucraina e Russia, dove si giocano delle partite di portata colossale. Mercati nei quali la forte concorrenza e i grandi interessi in gioco possono rendere molto delicata la questione dei possibili attacchi informatici. Il tema della sicurezza informatica è di particolare rilevanza per quei Paesi che dipendono dalle importazioni, considerando le implicazioni che l’acquisto da Paesi terzi ha sulle rotte sia marine che aeree, sui collegamenti transfrontalieri, sulle infrastrutture e su tutto ciò che riguarda l’approvvigionamento.

Poi esiste il problema legato alla produzione interna, alla scoperta dei giacimenti, alla gestione delle centrali elettriche, alla produzione distribuita che sempre più trova spazio e sviluppo e che rende ancor più complicato il modo di attrezzare il sistema e di difenderlo.

Nello stesso tempo, le fonti rinnovabili o le micro unità distribuite sul territorio non possono ignorare la questione cyber security: anch’esse, infatti, in quanto telecontrollate, telesorvegliate, telecomandate, devono essere parte di un sistema armonico, coordinato, finemente gestito e protetto.

La difesa da attacchi informatici non si può dunque limitare alle infrastrutture interne di una nazione, ai suoi impianti di stoccaggio, alle sue grandi reti di trasporto e di distribuzione dell’energia ma deve estendersi fino ai noi consumatori, alle nostre abitazioni, ovvero fino a quei contatori che, in un futuro ormai prossimo, saranno sempre più “intelligenti”. Strumenti tecnologici interconnessi che funzionano grazie anche all’informatica ed alla relativa sicurezza. La cyber security, oltre che in termini di difesa e buona funzionalità del sistema, può essere vista anche nell’ottica di sviluppo di opportunità di business. Immaginando e mettendo a disposizione nuove combinazioni prodotti-mercati, servizi-mercati; innovazione e ricerca e sviluppo dedicato al settore. In questo senso l’Italia e le aziende italiane possono ben cogliere delle opportunità industriali nei settori della softwaristica, dell’hardware e della componentistica.

Quindi la sicurezza informatica va vista non solo come un ennesimo e fastidioso problema da risolvere ma come una grande opportunità di sviluppo, considerando il contesto in continua mutazione, con confini sempre più ampi e sconosciuti.

In conclusione, per operare al meglio in un contesto di Cyberwarfare mondiale serve sempre più collaborazione e cooperazione tra istituzioni, operatori e cittadini a livello di singolo Paese, a livello di Unione europea e a livello internazionale. C’è bisogno di iniziative dinamiche, in profondità e proattive. Ciò significa considerare pure tre aspetti: la sensibilizzazione e la formazione; gli investimenti; l’implementazione rapida dei progetti.

1 marzo 2016

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Alessandro Ortis

Senior advisor della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, Co-Presidente della Commissione Economia e Sviluppo della Assemblea Parlamentare del Mediterraneo e Presidente Onorario di MEDREG