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Ecobonus condomini e riqualificazione energetica - Energia Media
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Ecobonus condomini e riqualificazione energetica

Ecobonus condomini e riqualificazione energetica

La nuova Legge di Bilancio 2018 ha rafforzato le misure per incentivare la riqualificazione energetica nel settore dell’edilizia aprendo spazi concreti per far partire già da quest’anno un Piano operativo che, secondo le stime, potrebbe coinvolgere fino ad un milione di immobili condominiali sul territorio nazionale.

Oltre ai rilevanti benefici per l’ambiente e il risparmio energetico per effetto degli interventi di efficientamento degli edifici, gli ecobonus condomini del 70 e del 75% aprono concrete possibilità per il rilancio della filiera dell’edilizia tenuto conto che l’investimento necessario per un immobile di medie dimensioni (circa 20 appartamenti) si aggira intorno ai 300-350mila euro con possibili riduzioni del fabbisogno energetico fino al 60%.

 

A tracciare il quadro delle possibilità che si aprono con il nuovo ecobonus condomini, il Presidente dell’ENEA Federico Testa, il Viceministro dell’Economia Enrico Morando e l’amministratore delegato del Gruppo Iren Massimiliano Bianco, in occasione dell’appuntamento ‘Ecobonus condomini 2018: novità e opportunità’ che si è tenuto all’ENEA il 14 febbraio.

Dai primi audit effettuati da ENEA su alcuni condomini-tipo emerge che i risparmi energetici ed economici possono essere molto significativi: ad esempio, per un tipico condominio popolare romano costruito nel 1926 nel quartiere di San Lorenzo, l’attuale spesa di 9.790 euro/anno tra energia elettrica e gas metano, potrebbe ridursi a 2.200 euro/anno con una diminuzione di ben 7.590 euro/anno, pari al 77%, grazie a interventi di efficientamento. E l’analisi economica ha evidenziato che a fronte di una spesa di 150.900 euro, l’ecoincentivo sarebbe di 102.630 euro con un ‘Tempo di ritorno semplice’ di soli 6,4 anni e un considerevole risparmio annuo in bolletta.

“Moltissimi cittadini italiani vivono in grandi condomini costruiti negli anni ‘50, ‘60 e ‘70 nelle periferie, senza nessuna attenzione agli aspetti energetici e, quindi, con elevati consumi: l’obiettivo che ci siamo prefissati è di portare l’efficienza energetica lì dove non era arrivata, in zone periferiche che spesso vivono situazioni di degrado e che potrebbero beneficiare di riduzioni stimate fino al 60% dei consumi- ha sottolineato il Presidente dell’ENEA Federico Testa-. Crediamo che attraverso una politica di questo genere si possa rilanciare l’edilizia e la
sostenibilità di molte famiglie italiane, anche perché i nuovi meccanismi introdotti dalla manovra finanziaria consentono a tutti, anche a coloro che non hanno capienza fiscale sufficiente o che ritengono di non essere in grado di utilizzarle, di cedere le detrazioni a chi decide di farsi carico degli interventi” ha aggiunto.

“Così come sono stati configurati e migliorati con l’ultima legge di Bilancio gli ecobonus consentiranno risparmi sulle bollette, una delle voci che più pesano sui bilanci delle famiglie”, ha tenuto a sottolineare la Vice Ministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova in un videomessaggio.

“La legge di Bilancio e un prossimo atto direttoriale dell’Agenzia delle entrate che tradurrà questi interventi in una specificazione chiara aprono nuovi spazi per la cedibilità degli ecobonus, nel rispetto delle regole europee di bilancio, e consentono di far decollare gli interventi più volte sollecitati da settori importanti della nostra economia”, ha dichiarato il Viceministro Morando. L’atto “renderà chiaro che le utility locali possono essere parte di questa operazione, perché la loro presenza nei soggetti attuatori degli interventi risolve il problema delle famiglie che non vogliono mettere il capitale iniziale garantendo una parte dello sconto in bolletta e trattenendo la parte del capitale”.

Nel frattempo ci sono già iniziative in cantiere, pronte alla fase operativa: la Iren, multiutility attiva a Torino, Genova, Parma e Reggio Emilia, ad esempio, ha previsto investimenti per almeno 50 milioni di euro nei prossimi anni. “Abbiamo realizzato circa 150 audit energetici gratuiti su condomini di nostri clienti in Provincia di Reggio Emilia e adesso siamo pronti ad avviare la fase commerciale e realizzativa”, ha spiegato l’ad Bianco. Il Gruppo ritiene che l’adesione alla proposta di efficientamento ‘’possa essere molto elevata” e che gli interventi di riqualificazione, consentiranno di ridurre fino al 60% il fabbisogno energetico degli edifici, risparmiando circa 2.000 tep, pari a 2,5 milioni di kilowattora.

Prospettive altrettanto interessanti emergono da un’analisi condotta da Build  Lab-Laboratorio di Innovazione e Finanza per l’Edilizia  Sostenibile dell’Emilia-Romagna, coordinato da Aster, la società  regionale per l’innovazione e la ricerca industriale e Nomism,. Secondo il Report, riqualificando il 10% degli  edifici costruiti nella Regione prima del 1980, per un totale di 124  milioni di metri quadri in totale, si potrebbe creare un  indotto da 3,9 miliardi di euro, occupando circa 31.000 persone  e ottenere risparmi energetici per circa 88,3 milioni di euro  all’anno.

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