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Generare valore in un mondo sempre più connesso - Energia Media
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Generare valore in un mondo sempre più connesso

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Generare valore in un mondo sempre più connesso

Sembrava qualcosa di lontano, futuribile e talvolta irraggiungibile. Oggi, invece, l’Internet of Things (IoT) è diventata una realtà. Molto solida. Ogni giorno, nel mondo sono oltre 5milioni e mezzo i nuovi oggetti connessi, con previsioni al 2020 che arrivano a quasi 21 miliardi gli oggetti connessi.

In Italia, secondo l’ultimo rilevamento effettuato dagli Osservatori del Politecnico di Milano alla fine del 2015, erano circa 10,3milioni le “cose” connesse attraverso la rete, con un incremento del 29% sull’anno precedente. Un tasso di crescita caratterizzato da percentuali superiori al 30% e che non accennerà a fermarsi per i prossimi 5 anni, soprattutto grazie alle soluzioni pensate per la “smart city”, a partire dalla gestione dei servizi di pubblica utilità per arrivare a quelli legati alla mobilità, all’illuminazione, alla sicurezza, alla sanità o all’istruzione. Pertanto, per governare una città in modo “smart” – fornendo cioè servizi di qualità a chi lì vive o produce – non è sufficiente conoscere ciò che accade entro i confini urbani.
Per essere “intelligenti” è fondamentale che la conoscenza sia il più possibile precisa, puntuale, ripetuta, continuata e fornita in tempo reale. Avere a disposizione dati con le caratteristiche appena elencate su ambiti quali previsioni meteo, traffico, parcheggi, qualità dell’aria, illuminazione pubblica, controllo delle reti, sicurezza, raccolta dei rifiuti significa avere un potente strumento per migliorare i processi decisionali e per trasformare una semplice “city” in “smart city”. Ma la questione è tutt’altro che semplice.In uno spazio urbano popolato da un numero sempre maggiore di oggetti muniti di sensori, connessi ad internet e in grado di raccogliere e trasmettere dati è sempre più necessario lo sviluppo di un’idonea infrastruttura di rete funzionante e affidabile. Questa dovrà essere capace di raccogliere piccoli pacchetti di dati provenienti da moltissimi sensori ubicati in luoghi diversi – come accade nelle aree metropolitane – che generano al contempo un volume di traffico molto basso (pari a poche centinaia di byte ogni giorno per i sensori più sofisticati) e funzionare con potenze ed energie decisamente ridotte (così da ottimizzare i sistemi a batteria). Tutto ciò considerando che non sono idonei perché sovradimensionati e quindi non economici i modelli di traffico tradizionali per i quali è richiesto un tempo reale molto stretto (trasmissione di video, musica o voce) e requisiti in termini di banda e di latenza molto stringenti (propri, per esempio, delle reti mobili e fisse).

 

Meterlinq, start-up nata nel 2013 ha scelto di sviluppare un’infrastruttura basata su una tecnologia wireless che utilizza frequenze non soggette a licenza, libere in tutto il mondo come quelle del wifi e dello zigbee, che per funzionare necessita di una potenza contenuta (pari a 1/5 di quella utilizzata dagli access point domestici), capace di trasmettere e ricevere informazioni in un raggio di 5-6 Km in area urbana (mentre in zone più aperte può toccare punte di 11-12 km) e in grado quindi di servire e gestire migliaia di “oggetti” simultaneamente. Si tratta della tecnologia RPMA nata in California 6 anni fa come strumento per il monitoraggio delle infrastrutture critiche (quali lo stato di un radar o delle luci di una pista di atterraggio di un aeroporto) alla quale il team Meterlinq ha dato il suo apporto nello sviluppo e nel perfezionamento.

Il funzionamento dell’infrastruttura prevede due livelli di installazione: a un primo livello si posizionano degli access point (equivalente dei client di una rete wifi), concentratori di dati su scala urbana o metropolitana i quali interagiscono normalmente con dei nodi di rete che possono essere a loro volta o dei sensori diretti o dei concentratori di secondo livello, questi ultimi (secondo livello) utilizzati per aggregare sensori e dati provenienti da oggetti che non sono nati con questa tecnologia.

Osservando il variegato mondo dell’IoT – e tutte le soluzioni più o meno mature – il segmento maggiormente in espansione e di immediata applicazione su vasta scala è quello relativo a un sistema complesso di Smart Metering, che consente misurazioni evolute, efficienti e a elevate prestazioni, in grado di attuare automazioni, telecontrollo e telegestione dei contatori d’utenza di elettetricità, gas e acqua.

I tre elementi che lo compongono, il contatore intelligente, la rete di comunicazione smart che lo sostiene e la capacità di raccogliere, validare e gestire le informazioni provenienti dai misuratori, fanno dello Smart Metering non solo un interessante caso di diffusione massiva di tecnologia IoT al servizio dei cittadini ma anche un’ottima occasione per dar vita a una seria filiera industriale.

 

Un segmento in forte espansione anche grazie ad alcune specifiche normative emanate dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI) in merito alla sostituzione di tutti i contatori tradizionali gas con moderni smart meter prevista entro il 2018 (Delibera 20 novembre 2015 – 554/2015/R/gas).  Infatti in conseguenza dell’obbligo normativo che prevede l’installazione di oggetti di nuova concezione, intelligenti e comunicanti, le società di distribuzione gas si devono dotare anche di una infrastruttura di telecomunicazioni per la lettura e la gestione dei dati ottenuti.

Obiettivo della delibera dell’Autorità è quello di avere delle letture giornaliere dei consumi del gas che possano generare fatture mensili che riportino esattamente il valore dei volumi di gas impiegati e non più solo stimati. Ad oggi, infatti, in Italia, le società di distribuzione di gas non hanno competenze relative in materia di telecomunicazioni; ecco perché un supporto di addetti ai lavori è quanto mai indispensabile.

L’utilizzo dell’infrastruttura Meterlinq e della sua tecnologia consente di creare una rete estremamente sofisticata che gestisca il traffico degli smart meter, unitamente a molti altri servizi per la smart city legati all’ambito dell’internet of things, in maniera economicamente sostenibile senza che i costi del servizio lievitino. Ovvero rimanendo nei costi già riconosciuti in tariffa – già pagati dal cittadino – per il servizio di smart metering.

Spesso accade che operatori e distributori non percepiscano appieno la portata dell’opportunità che l’upgrade tecnologico indotto dalla delibera dell’AEEGSI sta introducendo nel nostro Paese. Di fronte a un importante momento di cambiamento di paradigma tecnologico e culturale l’Italia ha bisogno essenzialmente di tre elementi: fiducia, certezze e cultura che confermino l’esistenza di soluzioni idonee e performanti. Bari ne è un esempio. Amgas, gestore della rete gas del capoluogo pugliese, a partire da maggio 2015 ha scelto di utilizzare la tecnologia RPMA per i servizi di telemetria e di telegestione del gas. Lo Smart Metering gas non è che il primo passo verso l’abilitazione di servizi a valore aggiunto per la smart city.

 

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Giorgio Dragotto e Massimo Cesaro

Giorgio Dragotto e Massimo Cesaro sono rispettivamente CEO e Chief Technology Officer di Meterlinq