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Il solare termico in impianti di teleriscaldamento. Con A2A questa tecnologia arriva anche in Italia - Energia Media
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Il solare termico in impianti di teleriscaldamento. Con A2A questa tecnologia arriva anche in Italia

Il solare termico in impianti di teleriscaldamento. Con A2A questa tecnologia arriva anche in Italia

Una tecnologia nuova ma dalle notevoli prospettive di sviluppo, anche in considerazione dei benefici che apporta. 

 Sono diversi i vantaggi dell’utilizzo del solare termico nel teleriscaldamento quali il basso costo dell’investimento rispetto ai metri quadrati di tecnologia installata, il risparmio di combustibile tradizionale necessario dall’entrata a regime dell’impianto e i bassi costi di manutenzione. A queste, poi, si aggiungono ragioni di sostenibilità ambientale, dato che impianti simili producono emissioni pari allo zero, e una buona accettazione da parte della popolazione locale.

Se nell’Europa del nord gli impianti solari termici sono una realtà consolidata e in crescita, nel sud Europa l’unico impianto esistente si trova sul territorio italiano, più precisamente a Varese.

Entrato in funzione nel maggio del 2015, è stato realizzato dalla Varese Risorse, società del Gruppo A2A, ed è integrato con la rete cittadina, consentendo lo stoccaggio di acqua prima della distribuzione in serbatoi della capacità di 430 m3.

La struttura è composta da 73 collettori solari termici, ciascuno della superficie di 13,57 m2, arrivando a totalizzare circa 990 m2 di superficie captante lorda.

È stato stimato che l’impianto solare produrrà mediamente 450 MWh di energia termica l’anno, pari al fabbisogno di acqua calda sanitaria di 150 appartamenti, evitando il ricorso a combustibili fossili per 43 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) e generando, quindi, un vantaggio sia economico sia ambientale.

Grazie a questo impianto verrà anche evitata, ogni anno, l’emissione in atmosfera di 108 tonnellate di CO2. Una parte essenziale dell’impianto solare termico ai fini della sua gestione ottimale è rappresentata dalla logica di controllo. Il suo sistema di controllo è concepito con la massima flessibilità operativa per avere la possibilità di posizionarsi nelle condizioni più favorevoli, considerate tutte le variabili che possono condizionare gli assetti operativi di centrale.

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Come detto, il binomio tra teleriscaldamento e solare termico è sempre più solido. Dalla metà degli anni Novanta ad oggi, sono stati costruiti più di 100 impianti. Prima per numero di installazioni è la Danimarca, nazione dove questa tecnologia ha trovato un largo utilizzo. Sin dal 2007, i danesi hanno scelto il teleriscaldamento solare per la produzione di energia termica su larga scala, raggiungendo alla fine del 2014 quota 61 sistemi installati per un totale di 555 000 m2 di superficie coperta da collettori.
Accanto alla Danimarca si posizionano anche Austria, Svezia e Germania. In quest’ultima qualche anno fa il ministero dell’ambiente ha incentivato la realizzazione di grandi impianti solari termici per il teleriscaldamento con i programmi “Solarthermie2000” e “Solarthermie2000+”.

Una tecnologia in crescita che non si limita al solo ambito residenziale. Lo European Solar Thermal Industry Federation (ESTIF) nel suo rapporto annuale “Solar thermal markets in Europe 2014” pubblicato a giugno 2015, sottolinea il potenziale di crescita delle applicazioni del solare termico per il mercato industriale, in particolare per le declinazioni di questa tecnologia nell’ambito del teleriscaldamento.

Le opportunità sono molte, anche se nel passato non sempre apparivano chiare ai possibili investitori. Come scrivono gli estensori del position paper di SDH (Solar Distric Heating), progetto finanziato dal EC-Programme IEE Intelligent Energy Europe, “l’uso di energia solare nei sistemi di TLR è spesso stato ostacolato dalla scarsa conoscenza da parte degli operatori del settore”. Ma oggi la situazione sta mutando ed è sempre più diffusa la convinzione che “il Teleriscaldamento, se pensato nella logica dei Sistemi Energetici Integrati, è una infrastruttura avanzata per la fornitura di calore da fonti Rinnovabili o da Recupero Energetico da cicli produttivi in aree ad alta densità abitativa”.

 

7 luglio 2015

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Alessandro Seregni