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Industria 4.0 o Quarta Rivoluzione industriale - Energia Media
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Industria 4.0 o Quarta Rivoluzione industriale

Industria 4.0 o Quarta Rivoluzione industriale

Se sulla denominazione non c’è ancora unanimità – si passa da smart factory o smart industry, da advanced manufacturing a internet industrial fino al più noto e utilizzato Industria 4.0 – è certo che una nuova era nella produzione industriale è ormai cominciata. Filo conduttore di questa trasformazione – di fatto la Quarta fra le Rivoluzioni industriali – è la presenza del digitale e della connettività nell’intera catena produttiva, dalla progettazione all’esecuzione. Non è casuale che il World Economic Forum (WEF) di Davos non abbia avuto dubbi nel dedicare l’edizione del 2016 non solo all’Industria 4.0 in generale, ma soprattutto all’importanza di saperla comprendere e, di conseguenza, governare. Perché tutti le componenti del nostro mondo (istituzioni, università, imprenditoria e società civile) dovranno essere pronte per dare una risposta alla sfida che questa rivoluzione tecnologica pone. “Una trasformazione che – come afferma Klaus Schwab, fondatore del WEF – per grandezza, portata e complessità, sarà differente da qualsiasi cosa l’umanità abbia mai sperimentato”.

Un fenomeno che modificherà radicalmente il nostro modo di vivere, lavorare e relazionarsi gli uni agli altri. Ma quali sono gli elementi chiave di questa rivoluzione digitale? Come riassume la società di consulenza McKinsey, in un recente studio, sono almeno quattro. Il primo riguarda i dati, il loro reperimento, la loro conservazione e la loro circolazione. Il secondo, la modalità di utilizzo e il valore che dalla raccolta di dati si può ricavare attraverso degli analytics avanzati. Il terzo è l’interazione sempre più stretta e performante tra uomo e macchina e quarto elemento, è il passaggio tra il mondo digitale e quello fisico, ovvero la realizzazione del prodotto. Osservando da un altro punto di vista – quello dell’altra big del consulting, Deloitte – le quattro principali caratteristiche dell’Industria 4.0 sono le seguenti. Prima caratteristica è il network verticale dei sistemi di produzione smart. Attraverso l’utilizzo di sistemi di produzione cyber-fisici, i siti produttivi sono in grado di reagire più rapidamente alle variazioni della domanda, del magazzino o agli eventuali errori, dunque, di soddisfare le richieste specifiche dei singoli clienti. Secondo segno distintivo è l’integrazione orizzontale attraverso una nuova generazione di reti della catena globale del valore. Per arrivare a un’ottimizzazione in tempo reale, consentire un approccio trasparente e integrato, offrire un elevato livello di flessibilità per risolvere più rapidamente problemi ed errori, e per facilitare l’ottimizzazione dei processi produttivi. E per integrare partner commerciali e clienti, nuovi modelli di business e di cooperazione tra i vari Paesi. Terzo elemento è l’approccio through-engineering nell’intera catena del valore e in tutto il ciclo di vita dei prodotti e dei clienti. Infine, quarta caratteristica, è l’impatto delle tecnologie esponenziali come acceleranti o catalizzatori in grado di garantire soluzioni personalizzate, flessibilità e riduzione dei costi nei processi industriali. Oggi, infatti, Big data, internet of things, cloud computing, machine learning e data analytics, human-machine interfaces, cyber-physical systems, stampa 3D, automazione, robotica non sono più solo concetti futuristici dagli incerti tempi di sviluppo e di applicazione. Essi sono, al contrario, soluzioni pronte per essere utilizzate nella produzione industriale, per fare il loro ingresso in fabbrica.

I vantaggi sono molteplici. L’Industria 4.0 apre la strada a una produzione sempre più precisa, flessibile, efficiente, orientabile, capace di ridurre i clicli innovativi e il time to market, diminuire i margini di errore, il rischio d’impresa, che sa ottimizzare le risorse e realizzare prodotti più complessi in maggior quantità. Una produzione, dunque, in grado di rispondere meglio e in tempi più rapidi alle esigenze del mercato in maniera da generare più valore e da farlo in modo duraturo e il più possibile programmabile. Una produzione che sappia offrire prodotti e servizi personalizzati sulle esigenze del cliente in maniera massiva.

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29 marzo 2016

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Alessandro Seregni