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Intelligent Transport System. La rivoluzione digitale della mobilità - Energia Media
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Intelligent Transport System. La rivoluzione digitale della mobilità

Intelligent Transport System. La rivoluzione digitale della mobilità

Mentre in California proseguono i test sulle autovetture a guida autonoma, in Europa si moltiplicano le attenzioni e gli investimenti dedicati alla diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei diversi segmenti della mobilità.

Lo scorso 24 aprile si è tenuta a Bruxelles l’ITS Conference 2015 dedicata ai Sistemi di Trasporto Intelligente (ITS). Tre gli argomenti affrontati.

Primo: l’importanza della circolazione dei dati nel quadro dell’evoluzione del sistema dei trasporti, ove l’utente finale non è mero fruitore ma sviluppatore, incubatore di dati e contenuti che vanno valorizzati, a beneficio di tutti, ma anche protetti e salvaguardati, attraverso un sistema di norme adeguato a tutela della riservatezza e della privacy.

Secondo: il passaggio a una concezione di mobilità come servizio, secondo i capisaldi della sharing economy, ove emerge il peso cruciale della cooperazione tra pubblico e privato nello sviluppo di nuovi modelli di business, capaci di garantire esperienze di mobilità più smart, grazie all’uso integrato e intelligente di mezzi di trasporto differenti, in funzione delle reali necessità dei cittadini.

Terzo: l’auspicabile diffusione dei Cooperative Intelligent Transport Systems, apparati tecnologici di comunicazione che consentono ai veicoli di essere connessi con gli altri veicoli, le infrastrutture stradali e gli utenti della strada. La connettività tra veicoli consentirà di raggiungere importantissimi traguardi, a vantaggio dell’intera collettività: dalla riduzione del traffico alla riduzione dei consumi; dall’offerta di servizi di assistenza agli automobilisti sino alla prevenzione (e drastica riduzione) degli incidenti stradali.

In Italia, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha adottato, già nel febbraio del 2013, un decreto per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligente, con l’intento di promuovere una pluralità di obiettivi, tra cui: la costituzione e diffusione di una piattaforma telematica nazionale; l’elaborazione e utilizzo di standard tecnici per la progettazione degli ITS, allo scopo di favorire l’interoperabilità e la coerenza tra ITS nazionali e ITS in ambito comunitario; l’introduzione di un modello di classificazione delle strade in base ai servizi ITS; l’introduzione di sistemi che consentano il migliore utilizzo delle tecnologie di bordo dei veicoli in modo da agevolare la comunicazione V2V (veicolo-veicolo) e V2I (veicolo-infrastruttura).

Grande importanza riveste poi il Piano d’azione ITS: tra le aree di intervento prioritarie, il Piano menziona lo sviluppo di un sistema di eCall nazionale; la realizzazione di un archivio telematico dei veicoli a motore che non risultano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi; la diffusione di sistemi ITS per la gestione e il monitoraggio delle merci pericolose; l’utilizzo di dispositivi di bordo che registrano l’attività dei veicoli.

E, ancora: il monitoraggio dello stato dell’infrastruttura e delle aree di parcheggio sicure per il trasporto merci; il controllo del rispetto dei requisiti di sicurezza nel settore dell’autotrasporto e della velocità dei veicoli; specifiche tecniche e standard per il collegamento tra veicoli (V2V) e tra veicoli ed infrastruttura (V2I) per la guida cooperativa (che è poi lo step propedeutico alla guida autonoma); il monitoraggio dello stato dell’infrastruttura stradale in condizioni atmosferiche avverse. Tutto questo (e molto di più), in attesa di vedere circolare sulle nostre strade il futuro.

25 giugno 2015

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Paolo Peroni

Avvocato, Partner Studio Legale Rödl&Partner