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La dispersione idrica in Italia aumenta e raggiunge il 37% - Energia Media
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La dispersione idrica in Italia aumenta e raggiunge il 37%

La dispersione idrica in Italia aumenta e raggiunge il 37%

L’Italia spreca tanta, troppa, acqua. Nel 2014 la dispersione idrica nel nostro Paese si attesta mediamente al 37%, con una aumento del 3% rispetto all’anno precedente.

In occasione della Giornata Mondiale sull’acqua (22 marzo), l’Osservatorio di Cittadinanza Attiva ha pubblicato la Decima indagine sul servizio idrico integrato, in cui vengono snocciolati i dati di questo spreco nel nostro Paese. Osservando le tre macroaree geografiche in cui è suddivisa l’Italia si scopre che al nord la percentuale scende al 29% di media, per risalire al 39% del centro e al 49% del sud. Una situazione comunque lontana dall’uniformità, con variazioni, anche importanti, da regione a regione.

Piuttosto critica, infatti, la condizione in Calabria e Basilicata, dove una cattiva gestione e delle reti colabrodo fanno salire la percentuale di acqua persa rispettivamente al 60 e al 58%; per nulla buoni i dati che provengono da Lazio e Abruzzo dove le perdite raggiungono il 60% e il 53%. Percentuali più basse si registrano in Valle d’Aosta con il 20% e in Trentino-Alto Adige e Marche, entrambe ferme al 26%.

Dando uno sguardo oltreconfine si scopre che la situazione non è comunque confortante. Dai dati che riguardano l’Europa comunitaria, forniti dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, emerge che una quantità stimabile fra il 20 e il 40% dell’acqua immessa nelle tubature va persa. Guida questa classifica di spreco la Bulgaria con il 50%, seguita purtroppo dal nostro Paese e dalla Francia. I sistemi idrici più efficienti, invece, appartengono a Germania e Olanda, con percentuali che non superano il 10%.

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Alessandro Seregni