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L’audit energetico, un primo bilancio

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L’audit energetico, un primo bilancio

Con il Decreto Legislativo n° 102 del 4 Luglio 2014 (G.U. Serie Generale n°165 del 18/07/2014) l’Italia ha recepito la Direttiva 2012/27/UE sull’Efficienza Energetica. Nel maggio del 2015 è stato aggiunto un addendum, quindi dei chiarimenti ministeriali che hanno fissato due grandi date, il 5 dicembre 2015 come data ultima per la redazione delle diagnosi energetiche e il 22 dello stesso mese, data ultima per la presentazione delle stesse all’Enea.
Consideriamo i dati numerici. Quali sono i soggetti obbligati a effettuare la diagnosi energetica? Tutte le cosiddette grandi imprese (sopra i 250 dipendenti) e le imprese energivore. Quante aziende hanno inviato la diagnosi ad Enea? Circa 14.000, un numero abbastanza elevato.
Facendo un excursus su chi ha partecipato si hanno: 7.122 imprese, di cui 4.680 grandi e 2.442 cosiddette energivore. Ad esse, per completezza, vanno sommate 16 volontarie, ovvero soggetti che pur non essendone obbligati hanno deciso di effettuare la diagnosi come i Comuni e le PMI.

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Un altro dato interessante riguarda la percentuale di siti auditati. Il 94% delle imprese che hanno presentato la diagnosi energetica rientra sotto la dicitura di “multi sito”, ovvero di realtà caratterizzate da più siti, proprio di un substrato aziendale italiano, composto da imprese distribuite sul territorio ad eccezione di alcuni settori caratterizzati invece da siti puntuali ma molto energivori.

Alcuni settori, come la metallurgia, sono caratterizzati da un alto numero di imprese soggette all’obbligo (perché energivore) ma sono contraddistinti da pochi siti (di solito sono monosito). Per altri comparti come il commercio al dettaglio (per esempio la GDO) dove il numero di imprese soggette all’obbligo è più modesto, si registra un elevato numero di siti dislocati sul territorio e che sono stati sottoposti ad audit energetici.

Passando ai dati relativi ai controlli emerge che la quasi totalità delle energivore ha ottemperato agli obblighi (ovvero più del 95% dei 2.929 iscritti all’Elenco della Cassa Conguagli del 2013), effettuando la diagnosi ed inviandola all’ENEA.

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I dati sono dunque confortanti, e non solamente per la consistenza numerica importante, ma anche per il significato che tali numeri portano con sé. Specialmente al rapporto che si è instaurato tra istituzioni pubbliche e settore imprenditoriale. Un atteggiamento che ha dato vita a una proficua collaborazione in grado di trasformare un obbligo di legge in un’opportunità di maggiore conoscenza del mondo produttivo italiano; e questo ad utilità sia dei singoli imprenditori, che ora conoscono meglio la propria azienda, sia delle istituzioni che hanno un quadro più definito del sistema produttivo.
Qual è il passaggio successivo ora che il quadro è stato composto? Gli obiettivi sono senz’altro quelli di sviluppare e realizzare al meglio gli interventi che in qualche modo sono stati messi in conto nella diagnosi, nell’ottica di essere non solo un impegno teorico ma anche concreto e operativo.
Contestualmente l’ENEA cercherà nel prossimo futuro di mettere a frutto questa enorme mole di dati presente nella banca dati delle diagnosi andando a individuare, attraverso studi specifici delle diagnosi arrivate, benchmark e indici di prestazione energetica nei vari settori. Questo studio avverrà anche in collaborazione con Università e Associazioni di categoria: i dati raccolti verranno, infine, messi successivamente a disposizione di tutti gli utenti interessati.

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Il ruolo dell’ENEA secondo quanto sancito dall’art. 8 della DL 102/2014:
• comma 5 – L’ENEA istituisce e gestisce una banca dati; delle imprese soggette a diagnosi energetica nel quale sono riportate almeno l’anagrafica del soggetto obbligato e dell’auditor, la data di esecuzione della diagnosi e il rapporto di diagnosi.

• comma 6 – L’ENEA svolge i controlli che dovranno accertare la conformità delle diagnosi alle prescrizioni del presente articolo, tramite una selezione annuale di una percentuale statisticamente significa,va della popolazione delle imprese soggetta all’obbligo di cui ai commi 1 e 3, almeno pari al 3%. ENEA svolge il controllo sul 100 per cento delle diagnosi svolte da auditor interni all’impresa. L’attività di controllo potrà prevedere anche verifiche in situ.

• comma 8 – Entro il 30 giugno di ogni anno ENEA, a partire dall’anno 2016, comunica al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, lo stato di attuazione dell’obbligo di cui ai commi 1 e 3 e pubblica un rapporto di sintesi sulle attività diagnostiche complessivamente svolte e sui risultati raggiunti.

 

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13 ottobre 2016

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Marcello Salvio

Unità Tecnica Efficienza Energetica (EEAP), ENEA