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LE GARE D’AMBITO PER LA CONCESSIONE DELLE RETI GAS - Energia Media
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LE GARE D’AMBITO PER LA CONCESSIONE DELLE RETI GAS

LE GARE D’AMBITO PER LA CONCESSIONE DELLE RETI GAS

 LE GARE D’AMBITO PER LA CONCESSIONE DELLE RETI GAS:

CRITICITÀ, PROSPETTIVE, NOVITÀ PER IL “SALVATAGGIO” DEL SETTORE

 

Il settore energetico in Italia svolge un ruolo strategico nella politica del Bel Paese. In particolare, il gas naturale è considerato, ad oggi, tra le fonti energetiche determinanti per lo sviluppo dell’energy made in Italy, sia per i benefici della risorsa in oggetto in termini di impatto ambientale che per l’auspicata diminuzione del consumo nazionale di petrolio ed energia nucleare.

L’attività di distribuzione del gas naturale, nello specifico, è definita dal legislatore nazionale quale attività di “servizio pubblico”ed è caratterizzata, de facto, dalla presenza di un monopolio naturale, che contraddistingue tipicamente le strutture a rete.

Non a caso, il settore de qua è connotato dalla presenza di un alto grado di concentrazione, che il legislatore, negli anni, ha tentato di contrastare ponendo particolare attenzione (i) alla “concorrenza nel mercato” e (ii) alla “concorrenza per il mercato”, ciò attraverso l’inserimento di elementi pro concorrenziali nella fase di aggiudicazione delle gare, tendenzialmente, come detto, caratterizzate da posizioni per natura monopoliste.

La riforma “concorrenziale” del settore, inaugurata con il c.d. “Decreto Letta” nel 2000 (ovverosia il D.Lgs. n. 164/2000)2, introduce, per le gare de qua, il meccanismo delle aste ad evidenza pubblica, permettendo il confronto tra operatori economici nella fase di accesso al mercato. Gli interventi successivi del legislatore nazionale, poi, hanno cercato di plasmare il settore secondo un quadro di regole e best practices che fosse il più possibile omogeneo

a livello nazionale, con l’inserimento di puntuali e certosine disposizioni che hanno, in estrema sintesi, disciplinato:

 

> la costituzione dei c.d. Ambiti Territoriali Minimi per lo svolgimento delle gare (gli ATEM);

> i criteri di indizione della procedura di gara e di determinazione dell’offerta, identificati, principalmente, dal decreto ministeriale n. 226 del 12 novembre 2011;

> lo schema tipo del contratto di servizio;

>” le linee guida per la determinazione del VR (valore di rimborso) che il gestore entrante deve corrispondere all’uscente, a meno che la concessione non preveda la devoluzione gratuita a fine della stessa.

 

L’adozione di specifiche misure concorrenziali per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale, tuttavia, non ha, allo stato, prodotto alcun effetto “benefico”, ciò sia a causa della mancata indizione della maggior parte delle gare per l’attribuzione delle concessioni, sia per la sussistenza di una fase, se non di arresto, di forte rallentamento delle procedure di gara già avviate.

Ad aggravare lo scenario sopra descritto, concorrono – sicuramente – i numerosi ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale avanzati avverso le prime gare bandite, proposti principalmente avverso (i) le numerose distorsioni nell’applicazione della disciplina generale da parte della lex specialis di gara e (ii) il mancato rispetto da parte degli ATEM dell’iter procedurale previsto dalla disciplina normativa per la pubblicazione del bando e l’esecuzione della gara. Ciò, tra l’altro, nonostante il quadro normativo/regolatorio prevedesse un potere sostitutivo immediatamente azionabile da parte delle Regioni nei confronti degli ATEM inadempienti o comunque ritardatari.

Nonostante il quadro fortemente critico e problematico per le c.d. “gare gas”, appare senza dubbio rilevante e significativo il recente intervento del legislatore nazionale nel settore attraverso le disposizioni del “DDL Concorrenza” del 02.08.2017 (l. n. 124/2017), attraverso cui ha:

 

1.” stabilito che la procedura di verifica da parte di ARERA non si applica nel caso in cui la stazione appaltante autocertifichi di aver adottato le linee guida e che lo scostamento “del valore di rimborso e del valore delle immobilizzazioni nette, al netto dei contributi pubblici in conto capitale e dei contributi privati relativi ai cespiti di località, aggregato d’ambito, non risulti superiore alla percentuale dell’8 per cento, purché lo scostamento del singolo comune non superi il 20 per cento”;

2.” dato mandato ad ARERA di adottare provvedimenti finalizzati alla semplificazione dell’iter di verifica dei documenti di gara;

3.” stabilito espressamente la non derogabilità dei punteggi massimi previsti dal regolamento per i criteri di aggiudicazione di cui al D.M. n. 226/2011;

4.” espressamente previsto una maggiore apertura ai raggruppamenti temporanei di impresa (“RTI”).

Con la l. n. 124/2017, dunque, il legislatore nazionale, è intervenuto nuovamente sulla disciplina delle gare gas al fine di reindirizzare – in maniera più significativa – il settore nell’auspicata direzione nonché per renderlo, de facto, più appetibile e accessibile agli operatori economici.

Nell’attesa che ARERA emani tutti i provvedimenti di semplificazione previsti dalla norma de qua, si auspica che il legislatore consideri, altresì, la possibilità di reintrodurre alcune disposizioni che potranno, con buona probabilità, rinforzare e stabilizzare il panorama delle gare d’ambito per la concessione delle reti gas, attraverso la reintroduzione della possibilità di attivazione immediata del potere sostitutivo regionale per gli ATEM inefficienti; la definizione ex ante, da parte di ARERA, di criteri solidi per l’analisi costi/benefici effettuati dalle stazioni appaltanti; la previsione e l’adozione di misure incentivanti per l’avvio delle gare da parte degli ATEM.

 

Testo a cura di:

Avv. Tiziana FIORELLA – Associate Partner, Studio Legale Rödl & Partner

Dott. Gianluigi DELLE CAVE – Junior Associate, Studio Legale Rödl & Partner

 

 

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