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Le rinnovabili italiane soffrono sui mercati finanziari - Energia Media
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Le rinnovabili italiane soffrono sui mercati finanziari

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Le rinnovabili italiane soffrono sui mercati finanziari

Il mese di novembre è stato caratterizzato da un’elevata volatilità dei principali mercati finanziari. Le incertezze legate all’esito delle elezioni americane ad inizio mese si sono poi tradotte in un rally degli indici statunitensi, che hanno registrato nuovi record. L’ottima performance della Borsa USA è riconducibile alla probabile stretta della FED sui tassi di interesse ed all’annuncio di una politica di stimoli fiscali e di grandi investimenti infrastrutturali annunciati dalla nuova amministrazione americana. In Europa, invece, prosegue l’incertezza circa la durata del quantitative easing della BCE: il CAC francese è cresciuto del 2%, il DAX è rimasto invariato, mentre l’IBEX ha perso il 5% a novembre.

 

irex-1In Italia l’indice FTSE All Share è rimasto invariato. I mercati finanziari del nostro Paese continuano a scontare l’elevata volatilità dei titoli bancari, soggetti a forti speculazioni dovute ai crediti in sofferenza e all’incertezza politica del referendum di inizio dicembre. L’ISTAT, inoltre, ha rivisto al ribasso le stime di crescita del nostro Paese (+0,8% nel 2016 e +0,9% nel 2017), a conferma di un quadro macroeconomico più incerto del previsto.

 

 

Prestazioni positive, invece, per il comparto energetico tradizionale: l’indice FTSE Oil & Gas ha infatti segnato un +2% nel mese di novembre. Il listino che monitora le principali società dell’energia quotate in Borsa ha recuperato terreno a fine mese, grazie all’accordo siglato dai produttori OPEC sul taglio della produzione (pari a 1,2 milioni di barili al giorno) a partire da gennaio e per sei mesi. Le quotazioni del Brent e del WTI hanno quindi ripreso a salire, assestandosi a fine mese rispettivamente a quota 51,36 $/bbl e 49,86 $/bbl.

 

 

Negative le prestazioni dell’IREX Index, che ha novembre ha registrato un calo del 5%. Nel mese esaminato il mercato è stato influenzato anche dall’OPA su Alerion (che si chiuderà all’inizio di dicembre) i cui effetti saranno da valutare nelle prossime settimane. Tra le società del listino che monitora le small mid cap pure renewables quotate in Borsa Energy Lab ha visto la performance peggiore (-28%) mentre Iniziative Bresciane ha registrato un andamento positivo (+1%). Quest’ultima ha infatti sottoscritto con Edison un accordo di collaborazione volto a sviluppare iniziative di efficienza energetica e fornitura di energia elettrica e gas nel territorio della Valle Camonica (BS).

 

 

Tra le altre società dell’indice si segnalano due diverse operazioni di aumento di capitale. Il primo, già effettuato, riguarda Frendy Energy, che si è appena aggiudicata una tariffa incentivante da 200 €/MWh della durata di 20 anni per un impianto mini idroelettrico in Piemonte. Il secondo, ancora in fase di discussione, ha come oggetto TerniEnergia ed è finalizzato al reperimento di risorse per completare la transizione verso il business della digital energy.

 

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2 dicembre 2016

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Alessandro Marangoni

Chief Executive Officer presso Althesys