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L’IREX in controtendenza soffre la crisi di alcune imprese - Energia Media
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L’IREX in controtendenza soffre la crisi di alcune imprese

L’IREX in controtendenza soffre la crisi di alcune imprese

Il rallentamento della crescita del commercio internazionale, che ha caratterizzato il primo trimestre del 2018, si accompagna all’intensificazione dei segnali di instabilità geopolitica del mese di aprile. Il terreno di scontro principale è il nucleare iraniano, questione che sta lacerando i due fronti contrapposti: Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita da una parte e, dall’altra, Federazione Russa, Turchia e lo stesso Iran. Intanto, il clima di distensione tra le due Coree alimentato da Trump potrebbe portare a sbloccare i rapporti da lungo tempo sospesi.
Il Brent ha reagito superando quota 70 $/barile, chiudendo il mese a 74,7 $/barile (+8% ri-spetto al dato di chiusura di marzo), mentre il WTI si è attestato a 68,45 $/barile (+5%). I rialzi sono stati sostenuti anche dall’ascesa della domanda mondiale di greggio, anche se l’offerta non ha trovato difficoltà a seguirne la crescita.
Alle tensioni in Medio Oriente si è aggiunto l’irrigidimento delle relazioni commerciali internazionali a causa dei dazi imposti dall’Amministrazione Trump alle importazioni di acciaio ed alluminio. La scadenza della sospensiva dei dazi per i Paesi dell’UE, prevista per maggio, ha continuato a minacciare i mercati, occupando i leader europei nella ricerca di soluzioni.
Gli indici DAX, CAC e IBEX, comunque hanno tutti chiuso in forte rialzo, rispettivamente a 4,3%, 6,8% e 4,0%, approfittando del sostegno offerto dalla politica monetaria portata avanti dalla BCE.

irex-aprile-2018-1Figura 1. L’andamento dell’Irex Index e dei principali indici azionari italiani

Tensioni geopolitiche e guerre commerciali internazionali non hanno intaccato nemmeno le performance delle aziende italiane quotate in Borsa. Nonostante rimanga aperto il problema di formare un nuovo governo in alternativa a nuove elezioni e le prospettive di crescita dell’economia nazionale siano in peggioramento, l’indice FTSE Italia All Share è cresciuto del 6,1% e ha segnato il massimo da gennaio.
L’indice FTSE Oil&Gas è cresciuto dell’11,5%, chiudendo il mese ai massimi da dicembre 2015, sulla scia dei corsi petroliferi.
L’indice IREX delle small-mid cap pure renewable quotate su Borsa Italiana è in controtendenza e chiude aprile in negativo a -4,6%. A pesare sono i bilanci 2017 di alcune società ap-provati nelle ultime settimane che presentano risultati negativi. Inoltre, il mercato italiano delle rinnovabili, sebbene sia in ripresa, rimane contenuto.
Le imprese più attive fuori dai confini nazionali hanno invece saputo sfruttare le migliori condizioni di alcuni mercati esteri. Altre, invece, versano in situazioni non buone. È il caso del Gruppo Green Power, che fa segnare il peggiore risultato del mese, con una perdita del 36%. A poca distanza (-35%) segue Terni Energia, che ha rinviato alla fine del mese l’approvazione del Bilancio 2017, per completare il nuovo Piano di risanamento e rilancio. Energy Lab ha richiesto proroga del termine per la presentazione del piano e della proposta per il concordato preventivo.
Frendy Energy è la migliore quotata per performance in aprile, chiudendo a +9%. Va, infatti, in porto il progetto di fusione di due società già soggette a direzione e coordinamento dell’azienda e, nonostante il risultato negativo del 2017, influisce sul risultato anche la produzione idroelettrica da record di questi primi mesi dell’anno. Enertronica ha approvato la delega all’aumento di capitale sociale. Per Falck Renewables il primo trimestre volge al positivo, data anche la buona ventosità.
Agatos ha firmato una lettera d’intenti con investitori per un impianto di produzione di biometano e/o energia elettrica dalla frazione organica del rifiuto solido urbano (FORSU) basato sul processo BIOSIP, di cui è depositaria del brevetto. L’impianto verrà costruito con Agatos in qualità di EPC contractor nel 2018 che ne curerà anche l’O&M.
Insomma, un quadro articolato, dove le imprese più dinamiche e internazionalizzate sono comunque apprezzate dal mercato, mentre per alcune l’incapacità di reagire alla debolezza del mercato interno o di adeguare il proprio modello di business ne mette in discussione le prospettive.

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Figura 2. L’andamento dell’Irex Index e titoli worst e best performer

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Alessandro Marangoni

Chief Executive Officer presso Althesys