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L’umanesimo della tecnologia nelle comunità intelligenti - Energia Media
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L’umanesimo della tecnologia nelle comunità intelligenti

L’umanesimo della tecnologia nelle comunità intelligenti

Il deterioramento della qualità della vita umana in molte città che sono cresciute con ritmo tumultuoso e sono diventate invivibili ed inefficienti nell’impiego delle risorse primarie (energia ed acqua) pone il problema di ripensare l’approccio alla pianificazione dello sviluppo dei territori e delle città.
La complessità associata al tema dello sviluppo sostenibile non è facilmente affrontabile con gli strumenti oggi a disposizione dei saperi distinti. “Le conoscenze frammentarie ed isolate possono diventare una forma d’ignoranza se fanno resistenza ad integrarsi con una visione più ampia della realtà.”…”Oggi l’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, familiari, lavorativi, urbani e dalla relazione di ciascuna persona con sé stessa, che genera un determinato modo di relazionarsi con gli altri…’. Tale visione più ampia ricomprende la tecnologia solo come ‘strumento’ per una migliore condivisione delle risorse e non come fine ultimo nell’implementazione del concetto di smart city.
Un’analisi del ciclo di vita per ciascuna delle azioni identificate dalle amministrazioni locali per l’incremento dell’efficienza delle città consentirebbe di preservare l’ambiente (smart environment) e la dimensione sociale anche attraverso una piena condivisione dei cittadini. D’altra parte, non bisogna tralasciare il ruolo della formazione nella crescita culturale delle comunità (smart people), che oggi più che mai sono chiamate a condividere ed esprimere un parere consapevole sugli indirizzi politici della smart governance delle città.
Quindi certamente coinvolgimento dei cittadini, ma anche pervasività dell’informazione e libertà culturale nella ricerca e nella formazione. La promozione dell’accoglienza come valore fondante dell’arricchimento culturale dei territori, la tutela dei deboli all’interno delle comunità e la promozione di un sistema socio-economico che sia in grado di integrare il contributo di ciascuno sono la sfida degli amministratori delle moderne comunità intelligenti.
Il grado di soddisfazione dell’individuo nel vivere in un ambiente urbano accogliente e la sua libertà di espressione anche creativa (smart living) devono infatti essere preoccupazioni primarie degli amministratori delle smart city. La possibilità di svolgere un lavoro creativo per i cittadini e il dovere degli amministratori di promuovere un’economia dal basso fatta anche di piccole e medie imprese territoriali sono infine gli ingredienti alla base della smart economy.
Una comunità intelligente è quindi il luogo nel quale si realizza un nuovo umanesimo della tecnologia; un organismo vitale in cui ogni parte è in relazione con le altre, che non consuma risorse che dovrebbero essere dedicate alle generazioni future, che non pretende di dominare l’ambiente, ma che usa la tecnologia per incrementare l’efficienza energetica, innalzare il livello culturale e consentire la condivisione delle risorse.

 

28 settembre 2015

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Eleonora Riva Sanseverino

Professore associato Energia, Ingegneria dell'Informazione e Modelli Matematici, Università degli Studi di Palermo.