Top
Misure di cooperazione decentralizzata: la “governance della sostenibilità” - Energia Media
fade
3901
post-template-default,single,single-post,postid-3901,single-format-standard,eltd-core-1.0,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-standard,eltd-fixed-on-scroll,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive

Misure di cooperazione decentralizzata: la “governance della sostenibilità”

Misure di cooperazione decentralizzata: la “governance della sostenibilità”

La necessità di trovare risposte concrete ed empiriche, al fine di garantire il miglioramento delle condizioni economiche e sociali globali, garantendo nel contempo una gestione mirata e costruttiva delle risorse naturali del pianeta, è uno dei punti chiave del recente dibattito scientifico e politico circa il significato e l’interpretazione dei diversi aspetti del concetto di sviluppo: la disciplina, inerente l’ideazione di politiche efficaci riguardo la “sostenibilità ambientale dello sviluppo”, rende particolarmente rilevanti non solo le scelte di governo, ma anche la coesione sociale della comunità, in quanto fattore chiave alla base della capacità di sviluppare soluzioni ottimali per l’utilizzo delle risorse naturali.

Del resto la “governance del capitale naturale” si evidenzia come uno degli elementi unificanti della comunità umana, avverso il fenomeno del “free-riding” individuale, mirato a un bilanciamento, troppo spesso isolato, del rapporto tra attività economiche e ambiente. Dalla vasta letteratura sul rapporto tra sviluppo economico, capitale naturale e capitale sociale, è possibile enucleare interessanti informazioni sugli effetti, in termini di sostenibilità dello sviluppo locale, dell’interazione prolifica tra i diversi soggetti che concorrono alla disciplina ambiente e il quadro istituzionale: il procedimento di decentramento, nello specifico, e la declinazione del concetto di sussidiarietà, in svariati quadri istituzionali nazionali, assume un significato che viene sottolineato dalla natura stessa della governance ambientale, caratterizzata dalla costante e fruttuosa interazione tra la dimensione locale (ecosistemi – territorio – comunità umana) e globale (produzione e consumo di beni comuni globali ambientali); la cooperazione decentralizzata, assumendo un ruolo cruciale per il collegamento tra i diversi livelli di azione e di interazione istituzionale, sviluppa, in tal senso, i processi decisionali sia verticalmente che orizzontalmente (e cioè tra le parti interessate e i membri delle istituzioni, formali ed informali).

Le sinergie innescate da tale azione integrata tra i diversi livelli e piani istituzionali, non solo implementa la capacità di governance locale, ma riduce la vulnerabilità sia sociale che ambientale, contribuendo a un complessivo miglioramento della qualità della vita. Un approccio basato su una visione ampia dei concetti di istituzioni, e quindi sul rafforzamento delle medesime, e su una rigida serie di scelte di lungo termine, rende l’integrazione della politica ambientale e degli obiettivi di sviluppo sostenibile possibile, sulla base dell’accrescimento del capitale sociale come denominatore comune. Seguendo tale impostazione, la cooperazione decentrata può essere definita come una delle aree potenzialmente più favorevoli allo sviluppo di strategie locali e di promozione trans-locale di sviluppo sostenibile, in quanto l’essenza di questa forma di cooperazione fonda la sua forza e la sua capacità innovativa sullo stretto rapporto tra la società e il territorio: attraverso la mobilitazione di determinate risorse e attori sia a livello micro che intermedio, e mettendoli in relazione con i partner e i principali soggetti di livello macro, risulta, dunque, essere un’esperienza di particolare importanza per il consolidamento della promozione multi livello dello sviluppo ambientale.

Esperienze come i partenariati regionali, così come quelle delle Agende 21 locali, presentano elementi di grande interesse per l’implementazione di una cooperazione decentrata, unendo la pratica della partecipazione e dell’impiego mirato di risorse e ideali, e di funzionamento del territorio, con riflessioni ed esperienze pilota sul tema della sostenibilità ambientale. Il sistema può essere articolato e scomposto in diversi sottoinsiemi di azione, promuovendo l’adozione di misure smart a livello nazionale e trans-nazionale: relazioni di reciprocità tra territori interessati alle medesime misure, prevedendo meccanismi di cofinanziamento, stabilità e continuità delle relazioni di partenariato; promozione endogena delle misure ambientali in linea con le specifiche vocazioni e le eccellenze dei territori coinvolti, in modo compatibile con la sostenibilità ambientale; sviluppo delle competenze tecniche, finanziarie, gestionali e istituzionali dei soggetti interessati, in relazione ai vari aspetti dello sviluppo sostenibile; rafforzamento dei processi di dialogo e di decentramento, relativi alle politiche e agli attori a livello nazionale e sovranazionale, in un dialogo tecnico, coordinato e speculare, cercando di promuovere processi di decentramento che rispondano ad una maggiore efficacia per lo sviluppo sostenibile; mobilitazione di eccellenze e di innovazioni “eco-friendly”, sostenendo l’applicazione di tecnologie innovative di sviluppo equilibrato a livello locale e la diffusione di informazioni utili per la salvaguardia e lo sfruttamento sostenibile del patrimonio ambientale; azioni a favore della qualità della vita e del potenziamento dei diritti (migliorare la qualità e l’accesso ai servizi per i cittadini e promuovere il pieno godimento dei diritti civili, sociali, economici e politici in maniera ecologicamente sostenibile); azioni a favore dei principi della sostenibilità ambientale, avallando iniziative compatibili con la quantità delle risorse e degli ecosistemi di riferimento e la promozione di una co-evoluzione delle risorse umane e naturali. L’elaborazione di una griglia di indicatori, per lo sviluppo e la valutazione di partnership a livello trans-locale e territoriale, può costituire un ottimo strumento di analisi empirica della corretta applicazione del sistema di cooperazione decentrata: un banco di prova per avviare un processo di reale apprendimento reciproco, data la grave assenza di tali procedimenti e il permanere della necessità di miglioramento della qualità della cooperazione.

Leggi in formato sfogliabile e scarica gratuitamente il testo

 

1 luglio 2016

Print Friendly, PDF & Email
Tiziana Fiorella e Gianluigi Delle Cave

Tiziana Fiorella e Gianluigi Delle Cave sono rispettivamente Associate Partner e Dottore presso lo Studio Legale Rödl & Partner