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Sulle scelte di Shell - Energia Media
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Sulle scelte di Shell

Sulle scelte di Shell

Nello scorso numero di questa rubrica, nell’analizzare le prospettive della sovrabbondanza di petrolio e gas, abbiamo ipotizzato che presto le grandi compagnie avrebbero dovuto scegliere tra l’una o l’altra delle due fonti, ormai in concorrenza tra loro in quasi tutti gli impieghi.
Il mercato ci ha fornito una prima risposta, con l’offerta di acquisto di BG Grup, l’ex British Gas, da parte dell’anglo-olandese Royal Dutch Shell. Con questa mossa la nuova Shell integrata diventerà il principale operatore mondiale indipendente nel gas naturale, arrivando a controllare circa un quinto della produzione e del commercio di quello liquido (GNL).
Ben van Beurden, CEO della Compagnia, ha detto: “l’integrazione di BG accelererà la crescita della Società in particolare nelle attività in acque profonde e nel gas naturale liquefatto. Due priorità in aree dove Shell è già leader. Inoltre, l’aggiunta delle attività competitive di BG nel gas naturale è per noi strategica nella prospettiva di crescita a lungo termine della domanda di questo combustibile che brucia nel modo più pulito”.
Shell adesso diventa la lepre che scommette sulla sempre maggiore indipendenza del mercato del gas da quello del petrolio. Aumenta ancora la propria quota del gas sul totale del business, che già superava il 50%, e con questo riduce il rischio legato all’andamento del prezzo del petrolio. Aspetto molto rilevante , perché se il prezzo del petrolio resterà basso o scenderà ancora, si può ridurre parecchio il cash flow necessario per pagare l’acquisizione.
In realtà è un rischio limitato perché abbondanti sono le sinergie tra le due società. In più in parecchi Paesi la nuova Shell sarà costretta a qualche dismissione per motivi antitrust, il che le permetterà di fare cassa; nella prospettiva di bassi prezzi nei prossimi anni potrà comunque provvedere ad altre cessioni in area oil, ormai residuale nel proprio business.
In ogni caso in un mercato mondiale delle fonti fossili che rallenta la crescita, quello del GNL è l’unico previsto ancora in espansione.

10 aprile 2015

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Diego Gavagnin

Consulente free lance per attività di comunicazione e sviluppo di progetti energetici. Dal 2013 tiene la rubrica di commento “Oltreilconfine”