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USA ed Europa, che ruolo per l’Italia - Energia Media
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USA ed Europa, che ruolo per l’Italia

USA ed Europa, che ruolo per l’Italia

Semestre di presidenza UE con chiusura del Trattato atlantico di libero scambio, il Mediterraneo, l’integrazione della Gran Bretagna e la nuova geopolitica energetica.

Mai come prima in passato un presidente americano ha sollecitato l’Europa ad essere Europa, ed il messaggio è tanto più forte quanto più vengono richiamati i doveri politici e militari. “La libertà non è gratis” vuol dire “non penseremo più noi a tutto”.

La speranza di un europeista è che questo richiamo induca tutti i Paesi della UE a dotarsi davvero di politiche comuni proprio ad iniziare dalla difesa, avviando quell’integrazione militare che permetterebbe di mantenere, se non di aumentare, la capacità operativa pur riducendo le spese, viste le attuali difficoltà di bilancio.

Fino a poco tempo fa un Presidente americano che fosse dovuto andare da Bruxelles a Riad avrebbe sì potuto fare una tappa in Italia (e in Vaticano), ma certamente sarebbe passato per Londra prima dell’ultimo tratto.

Il nuovo rapporto con la “nuova” Europa mette fatalmente in crisi la special relationship tra USA e Gran Bretagna che resiste dal 1956 e che tanti problemi ha creato alla crescita politica dell’Europa. In una visione del mondo multipolare per Continenti e macro regioni agli USA interessa molto di più il legame con l’Europa piuttosto che la fedeltà di Londra.

Il suggello di questa svolta di politica internazionale sarà l’accordo di libero scambio tra Europa e USA che Obama sembra voler chiudere durante il semestre di presidenza italiana della UE. Buon motivo questo per la tappa a Roma e l’incontro con Napolitano e Renzi.

Bene per noi e bene per l’Europa, però dobbiamo attrezzarci bene ed essere forti nello stilare l’elenco del dare e dell’avere. A me non sarebbe dispiaciuto se in questi incontri romani qualcuno avesse segnalato l’improponibilità di un cambio dell’euro a 1,40 sul dollaro.

Una buona gestione della trattativa può ridare all’Italia un ruolo politico forte in Europa, così come la diminuita strategicità (energetica) del Medio Oriente per gli USA può darci la chance di Paese guida per il Mediterraneo. Per farne un Mare europeo.

“Bene Renzi in Tunisia” ha detto Obama, lasciando intendere di preferire in questo compito di cucitura tra le due sponde del Mediterraneo, e di aiuto alla stabilizzazione politica post guerre civili nord africane, Roma a Parigi.

L’Italia deve anche in questo caso dimostrarsi all’altezza del compito ed iniziare a fare politica direttamente, “mettendoci la faccia”, e quindi togliendo la delega alla gestione della politica estera mediterranea alle società energetiche.

Il Mediterraneo ha prospettive enormi di sviluppo economico per l’aumento della domanda delle nuove classi medie e lo sviluppo del turismo. Tutto questo deve essere reso compatibile con le problematiche sociali, energetiche ed ambientali che vanno risolte e gestite a livello politico, non aziendale.

Se davvero gli USA auspicano per l’Italia un ruolo di rilancio dell’Europa che passi dalla chiusura del Patto di libero scambio atlantico e dal Mediterraneo, e se l’Italia avrà la forza di assumersene la responsabilità restano due cose da fare.

La prima recuperare un  nuovo ruolo europeo per la Gran Bretagna, aiutandola ad integrarsi di più e non ad isolarsi. Per crescere la nuova Europa ha bisogno della cultura liberale anglosassone come dell’aria che si respira.

Chiudere definitivamente l’alleanza strategica tra Italia e Federazione russa nell’energia (cioè la nostra dipendenza) siglata da Berlusconi e Tremonti nel 2006 poi confermata da Prodi e Padoa Schioppa e tutt’ora in vigore (a parte l’iniziativa personale di Monti che scorporò parzialmente le reti dall’Eni nonostante il parere contrario di Mosca) che tanta diffidenza ha suscitato a Washington.

In questo Renzi non ha scheletri nell’armadio e sarà credibile se vorrà rivoluzionare la geopolitica energetica italiana, e potrà certamente trovare nel Ministero dell’economia il supporto del Vice Ministro Enrico Morando, l’unico politico italiano di rilievo che in Senato si batté per il mercato e l’indipendenza energetica italiana.

29 marzo 2014

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Diego Gavagnin

Consulente free lance per attività di comunicazione e sviluppo di progetti energetici. Dal 2013 tiene la rubrica di commento “Oltreilconfine”