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Smart Metering e nuovo mercato dell’energia - Energia Media
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Smart Metering e nuovo mercato dell’energia

Smart Metering e nuovo mercato dell’energia

Il contatore assume un ruolo sempre più centrale, divenendo fattore abilitante sia per il modo di vendere l’energia, sia per la modalità con la quale il consumatore recepisce e usa l’energia acquistata e, infine, sia per la maniera attraverso la quale il mercato risponde a questo bisogno.
L’Aeegsi sta promuovendo – anche per quanto riguarda il gas – il concetto dello smart metering a seguito di una decisa volontà espressa dall’Unione europea, attraverso numerose direttive e raccomandazioni a partire dal 2008, di passare a contatori che possano portare al raggiungimento di tre obiettivi. Il primo riguarda una maggiore efficienza energetica e una riduzione dei consumi, attraverso informazioni aggiornate ai clienti, tali da consentire agli stessi di regolare il proprio consumo. Il secondo concerne una maggior tutela dei clienti rispetto ad una fatturazione equa, ed accurata, basata sul consumo effettivo, mentre il terzo spinge per la liberalizzazione della vendita di energia, attraverso maggiori informazioni sui consumi e la possibilità di creare offerte mirate verso alcuni segmenti di clientela con profili di consumo specifici.
I tre obiettivi hanno tutti il cliente finale al centro, in modo che venga promosso un sistema di misura dell’energia che vada a vantaggio del consumatore. E gli Smart meters sono uno strumento pensato per generare questi benefici per i clienti. Tuttavia, quando allora un meter può definirsi smart? Quando possiede almeno le seguenti caratteristiche: più registri totalizzatore dei consumi (uno per tariffa), curve orarie di consumo (es. orarie), misura bidirezionale (pro-sumer), tariffe differenziate (su base stagionale, su base feriale / festivo, su base oraria, sulla base della potenza impegnata), acquisizione da remoto di letture e curve di consumo, logger eventi, autodiagnosi e allarmi consultabili da remoto e interruzione e regolazione della potenza erogata, gestita da remoto.
Ciò che conta è che la disponibilità delle informazioni fornite dagli smart meter (elettricità e gas), è in grado di modificare il modo di vendita dell’energia. In altri termini, il modo con cui l’energia erogata viene misurata influenza il modo con cui viene venduta.
Spesso si discute sui benefici (e i soggetti beneficiari) derivanti dallo smart metering per i diversi soggetti interessati. Partendo dai consumatori si hanno, in sintesi, vantaggi quali: fatture basate sul consumo reale, informazioni dettagliate sui propri consumi, tariffe “ad hoc”(es. Pre-pagamento), migliore qualità del servizio e opportunità “Pro-sumer”. Per quanto riguarda i gestori di reti di distribuzione si arriva a un’ottimizzazione delle stesse, maggiore efficienza e saving nelle OPEX, gestione dei “bad payers”, identificazione delle perdite di rete e dei prelievi irregolari e gestione della “generazione diffusa”.
L’introduzione dello smart metering deve comunque essere valutata in base al binomio costi-benefici per l’intero sistema-paese e per tutti gli attori in campo; non può essere valutata sulla base del pay-back per solo uno degli attori della filiera. In particolar modo per chi gestisce le reti di distribuzione, spesso spaventato dai costi senza una presenza di reali vantaggi dall’introduzione massiva degli smart meter.
Un soggetto decisivo per il successo o meno di questa tecnologia sono, tuttavia, gli user stessi. Gli individui sono, dunque, fondamentali per la realizzazione concreta del processo.
Il forte investimento finora focalizzato solo sugli strumenti finora non ha ancora consentito:
• Una larga disponibilità di dati di consumo per il cliente finale e una vera spinta alla «consapevolezza» per il cliente finale. L’investimento in strumenti viene vanificato se non c’è un altrettanto grande investimento nel promuovere una cultura dell’utilizzo dello strumento da parte del cliente finalein modo da farne fruttare al massimo le potenzialità.
• Un largo uso di sinergie con altre apparecchiature elettriche o gas
• Una totale cancellazione delle fatture presunte.
In Gran Bretagna, la promozione della cultura e della consapevolezza presso i clienti finali dell’utilizzo dello strumento smart meter è una priorità. Il Department of Energy & Climate Change (responsabile dello Smart Metering Implementation Program) dichiara apertamente che «lo Smart metering deve impattare la vita e le abitudini dei consumatori».
Per questo ha lanciato una nuova Agenzia dal nome Smart Energy GB che ha lo scopo di rendere consapevoli i clienti sui benefici dello smart metering e promuovere la cultura della consapevolezza sui consumi e del risparmio energetico «attraverso» il contatore.
Vi lavorano più di 80 persone ed stanno varando un piano di comunicazione su TV, radio e giornali per sensibilizzare i clienti finali. lo smart meter – secondo la campagna lanciata – deve impattare sulla vita e sulle abitudini del consumatore.
Una comunicazione meno legata all’aspetto strettamente tecnologico rispetto a quanto avviene in Italia, dove il dibattito affronta solamente queste tematiche: quali caratteristiche tecniche deve avere il meter. In UK si ritiene che è inutile investire ingenti quantità di denaro in strumenti che non potranno essere adeguatamente sfruttati dagli utilizzatori finali perché non informatiti delle potenzialità e dei vantaggi
Sono almeno 4 gli elementi cardine sui quali costruire uno smart metering realmente concepito per i clienti. Innanzitutto, la parte di comunicazione grazie alla quale il cliente da passivo diventa attivo: il consumatore deve essere in grado di «sfruttare» a pieno le potenzialità degli smart meters, in termini di consapevolezza sui consumi e sui costi. Secondariamente, ci deve essere una reale disponibilità di dati facilmente accessibili dall’utente (da mobile device e pc). In terzo luogo, lo smart meter può aprire a una molteplicità di opzioni tariffarie, che sappiano coprire le principali aree di bisogno dei consumatori (es. prepagato, seconde case, Weekend, etc.). E infine, Una maggiore apertura dei sistemi di misura e dei dati di consumo verso altre sistemi per l’home automation e l’efficienza energetica.
Rispetto alla copertura di smart meter l’obiettivo del 60% nel 2018 deve essere un traguardo intermedio e non l’obiettivo finale.
Certamente, l’equità di trattamento per tutti i clienti curati dai mercati regolamentati è un pre-requisito.

1 luglio 2015

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Diego Gajani

Managing Director, MeteRSit S.r.l.